Open House Napoli 2026, la Città Metropolitana amplia l'offerta al pubblico
La Città Metropolitana di Napoli rinnova il suo tradizionale appuntamento con Open House Napoli, la manifestazione che apre al pubblico gli edifici di pregio storico e architettonico della città, luoghi chiusi o solitamente poco accessibili, in programma nel weekend dal 2 al 4 ottobre 2026 con 160 aperture straordinarie e la collaborazione di oltre 600 volontari.
Quest’anno l’offerta al pubblico è particolarmente ricca e variegata: dall’apertura dello storico Palazzo della Provincia in piazza Matteotti, di cui ricorrono i novant’anni dall’inaugurazione, avvenuta nel 1936, al Complesso monumentale di Santa Maria la Nova con la sala del Consiglio e la sua selezione di dipinti della Collezione d’arte della Città Metropolitana di Napoli che per l’occasione si incrementa di otto nuove opere, fino al liceo Vittorio Emanuele II per scoprire un recente intervento di restauro che ha portato alla luce un affresco del XVI secolo.
Ecco il calendario completo:
Complesso monumentale di Santa Maria la Nova
via Santa Maria la Nova 43 – Napoli
venerdì 2 ottobre, visite orarie 15.30 – 16:30 – 17:30
ingresso libero, per ordine di arrivo, gruppi da 25 persone
Per la prima volta, in occasione di Open House Napoli, sarà visitabile anche il Complesso monumentale di Santa Maria la Nova, che ospita la sala del Consiglio, dove si svolgono gli appuntamenti istituzionali, la sala del Coro e le sale adiacenti che ospitano una selezione di dipinti, tra Ottocento e Novecento, della Collezione d'arte della Città Metropolitana di Napoli, aperti al pubblico per la prima volta nel dicembre 2025 alla presenza del sindaco metropolitano Gaetano Manfredi.
Qui le visite si terranno venerdì 2 ottobre 2026, con tre turni disponibili alle ore 15:30, 16:30 e 17:30 (ingresso libero, senza obbligo di prenotazione, gruppi da 25 persone).
Nelle sale adiacenti alla Sala del Coro sono raccolti vari nuclei tematici: le opere ritrovate e recuperate che raccontano la grande pittura ottocentesca, le vedute del golfo di Napoli, e le raffigurazioni della figura femminile nella pittura partenopea tra fine Ottocento e primo Novecento. Tra i dipinti esposti figurano opere un tempo disperse e poi recuperate grazie al lavoro del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, come L'Oracolo di Delfo di Camillo Miola e il Ritratto di Vittorio Emanuele III di Achille Talarico, accanto al monumentale Il pazzo e i savi di Lionello Balestrieri, che ritrae una scena di vita parigina di forte intensità narrativa. Non mancano le suggestive vedute paesaggistiche, tra cui Veduta di Ischia da San Michele di Joseph Rebell e Marina da Palazzo Donn'Anna di Giuseppe Laezza. Per l'occasione, la Collezione si arricchisce di una nuova sala espositiva dedicata all’infanzia e alla fanciullezza in cui i giovani protagonisti sono colti di volta in volta in intimi momenti di tenerezza familiare, in spensierate pause di svago o attentamente messi in posa per l’occasione artistica, con ulteriori otto opere di Armando De Stefano, Nicola Biondi, Luigi Gentile, Eugenio Viti, Achille Talarico, Enrico Siniscalco, Angelo Michele Amendola e Carlo Passarelli, coprendo un periodo storico di circa ottant’anni: dalla fine dell’Ottocento, attraverso decenni di cambiamenti sociali, fino agli anni Settanta del Novecento, raccontano mondi sociali e stati d’animo assai differenti.
Ne La madre di Achille Talarico, madre e figlio si abbracciano negli abiti della festa tipici di una famiglia benestante; in Borracciello di Michele Arcangelo Amendola, il fascino è quello di un paffuto scugnizzo, colto nella sua viva impertinenza; Lo studioso di Nicola Biondi mostra un bambino visibilmente imbronciato, seduto su una sedia di paglia ormai sfondata, la Villanella di Eugenio Viti accoglie il visitatore con uno sguardo curioso e indagatore. Non meno affascinanti sono la fanciulla sfuggente ed enigmatica di Sole d’inverno di Enrico Siniscalco e la bambina decisamente sbarazzina de La treccia di Luigi Gentile.
La sequenza si chiude con l’elegante compostezza dell’adolescente intenta agli esercizi ne La lezione di educazione fisica di Armando De Stefano e nell’elegante donna che legge ad altre un quotidiano ne Il Giornale di Carlo Passarelli.
Tutte le informazioni sul percorso di visita sono disponibili alla pagina https://www.cittametropolitana.na.it/smlanova.
Palazzo della Provincia
piazza Matteotti 1 – Napoli (ingresso sul retro da via Filzi)
sabato 3 e domenica 4 ottobre, orario visite ore 9:30, 10:30, 11:30, 12:30
ingresso libero, per ordine di arrivo, gruppi da 25 persone
Nel Palazzo della Provincia, sede dell'Ente in piazza Matteotti, le visite si svolgeranno invece sabato 3 e domenica 4 ottobre, con quattro turni alle ore 9.30, 10.30, 11.30 e 12.30 (ingresso gratuito, senza obbligo prenotazione, gruppi da 25 persone). Il percorso, ideato dal personale dell'Ente, prevede una visita accompagnata alle sale di rappresentanza e alla collezione dei dipinti esposti al primo piano, con un'introduzione alla storia architettonica dell'edificio, progettato dagli architetti Marcello Canino e Ferdinando Chiaromonte nel 1934 e inaugurato nell'ottobre del 1936: quest’anno ricorrono, appunto, i novant’anni anni. Il percorso prende avvio dall'osservazione del portale istoriato in bronzo con bassorilievi realizzati dallo scultore Carlo De Veroli in collaborazione con la prestigiosa Fonderia/Marmeria Chiurazzi, e del bassorilievo del Cavallo Rampante, simbolo della Provincia di Napoli, opera dello scultore Gaetano Chiaromonte.
Nei corridoi del primo piano, destinati alle sale degli organi politici e istituzionali, possono ammirarsi le preziose foto d’epoca dell’archivio Parisio-Troncone in cui si documentano tutte le fasi della demolizione dell’antico Rione San Giuseppe e della costruzione del nuovo Rione Carità.
Le sale degli uffici sono invece arredate con una parte delle opere della prestigiosa Collezione d’arte della Città Metropolitana di Napoli, formatasi a partire dal periodo post-unitario, dipinti e sculture che solitamente non sono esposte al pubblico, e tra cui spicca il famoso Cavallo Sfrenato di Filippo Palizzi (1818-1899), custodito nella sala del Sindaco della Città Metropolitana di Napoli insieme a un raro documento di archivio: il Ricordo del 2° Congresso Provinciale del 1905 di Alfredo Girosi.
Nel percorso di visita, inoltre, sarà possibile ammirare altri dipinti come Anton Sminck van Pitloo Paesaggio da Mergellina (1827), Giovanni Ponticelli Il vero supplizio di Tantalo (1871), Francesco Dell’Erba Le beffe dell’ubbriaco (1878), Giuseppe Sciuti La pace domestica (1870), Maria Spanò Ricordo di Sorrento (1872), Gustavo Mancinelli Corradino e suo cugino Federico nel momento prima di essere condotti al patibolo (1868) o sculture come quella sullo scalone monumentale di Alberto Ferrer Caddi come corpo morto cade del primo decennio del XX secolo in bronzo patinato o il gesso bronzato del 1940 di Luigi Martorelli Divinità Fluviale. Nel corridoio del primo piano una sequenza di 20 fotografie in bianco e nero dell’Archivio Parisio-Troncone che documentano la distruzione del rione Carità e la sua ricostruzione post-bellica.
Liceo Vittorio Emanuele II-Garibaldi
via San Sebastiano, 51 - Napoli
sabato 3 ottobre, dalle ore 12:00 alle ore 16:30, partenza visite ogni 30 minuti
ingresso libero, per ordine di arrivo, gruppi da 10-12 persone
All’interno di un’aula del liceo Vittorio Emanuele II-Garibaldi, tra i più antichi licei classici del Sud Italia, i recenti interventi di restauro, portati avanti dalla Città Metropolitana di Napoli, hanno restituito alla comunità scolastica un affresco del XVI secolo. Su una delle pareti di fondo di quello che, anticamente era il Refettorio dell’importante complesso conventuale di monache domenicane intitolato ai Santi Pietro e Sebastiano, in cui è attualmente ospitato l’istituto, è rappresentata l’ultima cena. La scena si svolge su più piani prospettici articolati in un’architettura scenografica complessa con squarci e vedute che interessa anche le volte a crociera trecentesche.
La scoperta aggiunge una pagina all’affascinante storia dell’edificio che attraverso i secoli ha subito varie trasformazioni, dalla prima fondazione del 1300 all’epoca attuale, custodendo nel tempo preziose testimonianze del passato conservate negli ambienti del liceo, l’Antico Gabinetto di Fisica, il Museo di Storia Naturale “G. Mercalli”, la Biblioteca Storica, con la raccolta delle Cinquecentine, oltre a testi del’600 e ‘700.
Il liceo classico Vittorio Emanuele II, oltre che luogo di formazione per i giovani, si è qualificato da diversi anni per essere destinato alla conservazione, alla valorizzazione e alla manutenzione dei beni architettonici, artistici, storici e scientifici e aggiunge oggi più che mai una visione inedita ed unica per la comprensione dell’evoluzione territoriale ed urbanistica del centro storico di Napoli.
Le visite affresco del XVI secolo saranno condotte dai volontari di Open House Napoli e dagli studenti della classe V D del liceo classico, coinvolti dalla dirigente Stefania Colicelli in un progetto educativo specifico sui lavori di restauro che hanno portato a questo straordinario rinvenimento.
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