Giro di Campania, dopo 25 anni domenica torna la Corsa della meraviglie
Ormai si contano le ore, i minuti. Cresce l’attesa, per gli appassionati, ma non solo. È giunta finalmente l’ora in cui si riannoderà un filo spezzato ormai un quarto di secolo fa, e tutto ripartirà, simbolicamente, da dove tutto si è fermato. Dall’ellisse vanvitelliana di Piazza Carlo di Borbone, la piazza più grande d’Italia che fa da porta d’accesso alla meravigliosa Reggia di Caserta - che il 6 marzo 2001 vide il russo Dmitrij Konyšev tagliare con le braccia alzate il traguardo di una corsa che avrebbe vissuto lo stop più lungo della sua storia - domenica prossima, il 20 settembre, le ruote, le catene, i rapporti rimessi a nuovo del Giro della Campania ricominceranno a correre, per portare in tutta la regione i valori e la passione di uno sport amatissimo come il ciclismo.
Ma come per il Giro d’Italia, che arriva a Napoli e in regione ormai da 5 anni consecutivi, la classica campana non sarà solo sport, sarà anche promozione e valorizzazione territoriale: il percorso della 64ª edizione sarà, infatti, con i suoi 193,1 chilometri, un autentico viaggio delle meraviglie tra tutte e cinque le province della regione, che partirà dalla splendida residenza reale vanvitelliana per concludersi nell’abbraccio del colonnato di Piazza del Plebiscito a Napoli, sotto lo sguardo curioso e attento delle statue di Palazzo Reale, con il mare che si scorge sullo sfondo dal gomito stretto di via Cesario Console, dopo aver inanellato un’autentica collana di perle.
Maddaloni, con il suo castello e l’Acquedotto carolino, Santa Maria a Vico dalle case con le volte a botte, Benevento - con il suo Arco di Traiano e la Chiesa di Santa Sofia - e il Sannio, Avellino e l’Irpinia, terra di eccellenze paesaggistiche e di vini robusti, l’Agro nocerino, la splendida Cava de’ Tirreni fino all’incanto della Costiera amalfitana (in sequenza ,Vietri, Cetara, Maiori, Minori, Atrani, Amalfi), per poi planare, dopo la scalata dell’Agerola, su Pimonte, paese – belvedere, e sugli antichi mulini di Gragnano, la città della pasta, per lasciare il posto alla costa dominata da sua maestà il Vesuvio, tra i tesori di Stabiae, Pompei, del Miglio d’Oro, sulle vestigia di Ercolano, di Portici con la sua splendida Reggia, fino al capoluogo. Un territorio che attraversa ben tre siti UNESCO e che, grazie alle tv e al web, potrà essere ammirato in tutto il mondo.
La Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli protagoniste della rinascita
A volere con forza la rinascita del Giro è stata la Regione Campania cui, da subito, si è affiancata la Città Metropolitana di Napoli. Per questa nuova edizione fondamentale è stata la collaborazione del Comune di Napoli e della Reggia di Caserta, il supporto della Lega Ciclismo Professionistico e del Comitato regionale di Federciclismo, delle province e dei comuni attraversati dal Giro.
"Il Giro di Campania è una manifestazione storica che con l'assessora Zabatta, che ringrazio – ha affermato il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, nel corso della conferenza di presentazione tenutasi questa mattina nella Sala ‘Francesco De Sanctis’ di Palazzo Santa Lucia - abbiamo voluto fortemente riportare sulle nostre strade dopo 25 anni. Per noi è importante tenere insieme tutta la Campania, valorizzando ogni territorio e ogni comunità. E lo sport fa questo. Unisce, crea partecipazione e racconta la bellezza e la ricchezza della nostra regione. Domenica sarà una grande giornata di sport ma anche un’occasione per sentirci ancora di più parte della stessa comunità".
“Come Città Metropolitana di Napoli, con il sindaco Gaetano Manfredi – ha sottolineato il vicesindaco metropolitano, Giuseppe Cirillo, nel corso del suo intervento - abbiamo portato il Giro d’Italia a Napoli e in Campania, dopo molti anni di assenza, per 5 edizioni consecutive. Ed è da quel lavoro, fatto di infrastrutture, di organizzazione, sicurezza, promozione del territorio, costruito anno dopo anno, e dalla rinnovata collaborazione con la Regione Campania, che ha ripreso corpo un'idea che sembrava ormai affidata soltanto ai libri di storia dello sport: riportare in vita il Giro di Campania. A pochi giorni, poi, dalle preregate dell’America’s Cup e nell’anno di Napoli Capitale Europea dello Sport è davvero un sogno”.
Soddisfazione per aver ripreso una corsa la cui storia è nata nel 1911 ed è stata impreziosita da imprese di campioni quali Learco Guerra (recordman con tre vittorie all'attivo), Coppi e Bartali, Moser e Saronni, è stata espressa anche dall’assessora regionale allo Sport, Fiorella Zabatta: «Dopo 25 anni riportare il Giro di Campania nel calendario professionistico è motivo di grande orgoglio. Abbiamo voluto una corsa capace di attraversare tutte e cinque le province, dalle aree interne alla costa, raccontando le bellezze della nostra regione. E c’è un aspetto che rende il ciclismo davvero speciale: non serve un biglietto per viverlo. Le persone possono scendere in strada, vedere i campioni da vicino e partecipare a una grande festa collettiva. Che questa sia l’inizio di una nuova lunga storia per il Giro e per tutta la Campania».
Alla presentazione, moderata dal giornalista Silver Mele, sono intervenuti Mauro Capone, Commissario straordinario della Lega Ciclismo Professionistico e Claudio Terenzi, della Terenzi Sport Eventi a cui è stata affidata l’organizzazione della gara.
Il Giro come strumento di estensione della fruizione del patrimonio artistico e culturale"Siamo profondamente onorati che la Reggia di Caserta – ha evidenzato il Direttore ad interim della Reggia di Caserta, Antonio Tarasco - sia stata scelta come cornice simbolica per la partenza di questa gara ciclistica regionale. Il Complesso vanvitelliano è lo spazio perfetto per accogliere una straordinaria molteplicità di eventi: le sue dimensioni monumentali, lo splendore del Parco, la centralità strategica e la grande piazza antistante si prestano in modo impeccabile a un'ampia varietà di utilizzi, ben oltre il tradizionale percorso espositivo e lo stereotipo che ancora avvolge i luoghi della cultura. L'auspicio è che diventi sempre più la location prescelta per altre manifestazioni di grande risonanza e prestigio, portando così sempre più in alto e nel mondo l'immagine del patrimonio culturale italiano".
La Corsa: partenza, caratteristiche del percorso, le squadre. Anche tre campani in garaDopo il raduno negli spazi antistanti la Reggia, alle 10 ci sarà la partenza in grande stile. Lo start ufficiale, invece, sarà dato a Maddaloni, dove i corridori arriveranno alle 10.23 circa. La salita più importante è quella di Agerola, dove è stato fissato il Gran Premio della Montagna: 14 km al 6% impreziositi dalla stele dedicata a Fausto Coppi, che nel 1955 qui compì un'impresa memorabile. I più audaci potranno conquistare lo scollinamento ai -47 km dall'arrivo e dar vita a un emozionante "braccio di ferro" tra attaccanti e inseguitori, sia sulla sinuosa discesa verso Castellammare di Stabia che nel finale pianeggiante che porterà al traguardo di Piazza Plebiscito a Napoli.
Il Giro di Campania, competizione di livello UCI 1.1, è impreziosito dall'inserimento nel calendario della prestigiosa Coppa Italia delle Regioni e dalla partecipazione della Jayco AlUla, squadra facente parte del World Tour, la massima categoria internazionale: un team che può vantare vincitori di tappa al Giro d'Italia come l'australiano Luke Plapp, il "Joker" veneto Andrea Vendrame e il "Puma di Taino" Alessandro Covi, così come l'ex campione italiano Filippo Conca.
La formazione in maglia viola sarà il faro della corsa, ma non certo l'unica candidata al successo, al quale punteranno anche le altre 17 contendenti al via: la Movistar Academy (vivaio della squadra World Tour spagnola che ha appena vinto la Vuelta con Enric Mas); le Professional italiane Polti VisitMalta, Bardiani Csf 7 Saber e Solution Tech Nippo Rali, l'italo-ungherese MBH Bank Csb Telecom Fort; la Professional francese Total Energies e le spagnole Burgos Burpellet, Caja Rural e Kern Pharma; le Continental italiane Solme Olmo Arvedi, General Store Essegibi F.lli Curia, Technipes inEmiliaRomagna Caffè Borbone, Mg K Vis Costruzioni e Ambiente, Beltrami TSA Tre Colli, Biesse Carrera Premac, Padovani Polo Cherry Bank e lo Swatt Club.
Sono tre, invece, i corridori che potranno sognare di giocarsi la vittoria in casa: Ivan Toselli (Technipes inEmiliaRomagna Caffè Borbone) che nel 2021 fu campione italiano Allievi e Michele Pascarella (Solution Tech Nippo Rali) 3° ai campionati italiani Juniores del 2025, entrambi della città di Maddaloni. Mentre per la città di Caivano, in provincia di Napoli, correrà Giuseppe Sciarra, compagno di squadra di Pascarella.
Dove seguire il Giro di Campania: tv, web e socialL'evento sarà trasmesso dalle 13:30 su Rai Sport, sulle piattaforme HBO/Discovery e sul canale Youtube della Lega Ciclismo Professionistico, con una copertura internazionale. Tutti gli aggiornamenti saranno pubblicati sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram (@girocampania) con hashtag ufficiale #girodicampania.
Prevista anche tanta gente lungo le strade, che vorrà godersi dal vivo l’emozione del passaggio della carovana. Presso la stele del Campionissimo, inoltre, sarà presente il primo cittadino di Agerola, Tommaso Naclerio, insieme ai Vigili in alta uniforme, per depositare una corona d’alloro in una cerimonia ufficiale dopo il passaggio dei corridori.
Il Giro come clou di una settimana di grande ciclismo nel Centro-SudLa gara sarà inoltre il coronamento di una settimana piena di ciclismo professionistico nel Centro-Sud, iniziata domenica scorsa col Trofeo Matteotti a Pescara, proseguita in questi giorni col Giro d'Abruzzo a tappe, e che continuerà domani col Gran Premio del Lazio, da venerdì a domenica con il Giro Mediterraneo Rosa e la Coppa Caivano, promossi dalla Città Metropolitana di Napoli, fino al culmine del Giro di Campania.
«Il ciclismo campano – ha evidenziato a margine il Presidente della sezione Campania della Federazione Ciclistica Italiana, Umberto Perna - sta uscendo da un momento buio. La rinascita del Giro è una nuova luce su un movimento che sta mostrando segnali di crescita, soprattutto nel settore giovanile, ma manca ancora quella massa critica capace di generare continuità, società, gare e magari un nuovo campione che richiami i tempi di Giuliano Figueras o Crescenzo D’Amore. Perché far crescere il ciclismo significa creare le condizioni perché bambini possano trovare la sicurezza in luoghi adatti, così come sta accadendo, grazie alla sensibilità delle istituzioni, al velodromo Albricci, da poco riaperto al ciclismo”.
IL GIRO DI CAMPANIA – LA STORIAEra in un'epoca pionieristicamente "polverosa" che, nel 1911, prese vita il Giro di Campania grazie ad alcuni giornalisti del Mattino di Napoli. Per una ventina d'anni fu una corsa a tappe a cadenza occasionale, ma quel germoglio crebbe finché nel 1931 un giornalista di Cava de’ Tirreni, di nome Gino Palumbo, futuro direttore della Gazzetta dello Sport, rilanciò la gara rendendola una classica di un giorno e assicurandole un'organizzazione costante.
Fu allora che il leggendario Learco Guerra se l'aggiudicò per tre anni di fila, bottino mai eguagliato nell'albo d'oro. Tanti altri italiani illustri hanno però conquistato il Giro di Campania per due volte: parliamo di Gino Bartali, di Fausto Coppi, di Franco Bitossi, di Beppe Saronni, di Francesco Moser, che insieme agli altri campioni e partecipanti hanno contribuito a rendere mitica questa competizione.
Non sono mancate neppure le affermazioni di grandi corridori stranieri (quattro in tutto), dalla volata di Rik Van Linden del 1976 all'Arenaccia a quella di Dmitrij Konyšev nel 2001 alla Reggia di Caserta. Quella fu l'ultima edizione finora disputata, a causa dei problemi economici che segnavano lo svolgimento della competizione in particolare tra la metà degli anni ’80 e i ’90
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