14 maggio 2026 - il Giro d’Italia mostrerà al mondo la bellezza di Napoli e della sua area metropolitana:
Giovedì 14 maggio Brusciano non accoglie soltanto il passaggio del Giro d’Italia.
Accoglie una storia fatta di passione, sacrificio e appartenenza.
Lo fa nel nome di Crescenzo D’Amore, figlio di questa terra, che con il suo talento e il suo sorriso continua a vivere nel cuore della nostra comunità. Il suo ricordo non appartiene soltanto al passato: è una presenza viva, un esempio che continua a parlare ai giovani e alla nostra città.
E anche quest’anno, dinanzi alla Casa Comunale, sarà esposto un Giglio per salutare il passaggio della corsa rosa con il simbolo più autentico della nostra identità: la nostra Festa dei Gigli in onore di sant’Antonio di Padova.
Quel Giglio, che proprio come il ciclismo, racconta la fatica che diventa orgoglio, il sacrificio che si trasforma in bellezza, la passione che unisce un popolo intero.
Il Giro attraverserà Brusciano, ma porterà con sé anche l’anima della nostra comunità: le nostre radici, la nostra storia, il nostro modo unico di vivere l’emozione insieme.
Il 14 maggio il Giro d'Italia attraversa Mariglianella.
E la città lo dice già da giorni, scritto a tutta strada: "Mariglianella accoglie e saluta il Giro d'Italia". Lo striscione tricolore sulla via principale è il modo più diretto in cui un paese di tremila abitanti ha annunciato il passaggio della carovana rosa.
Nata come casale di Marigliano, con origini romane attestate da tombe sul territorio, Mariglianella custodisce la Chiesa di Maria Santissima della Sanità del 1583, la Parrocchiale di San Giovanni Evangelista di fine XVII secolo e Palazzo Carafa. Dal 2020 è attivo "Mariglianella Cresce", progetto culturale e di riqualificazione urbana.
Il 14 maggio il Giro d'Italia attraversa Afragola.
Una città il cui nome, secondo una leggenda, deriva dall'abbondanza di fragole che cresceva qui — dettaglio che incrocia perfettamente la maglia rosa del Giro. Le sue radici arrivano fino al Villaggio del Bronzo Antico, insediamento di quasi 4.000 anni fa scoperto nel 2005 durante gli scavi per l'Alta Velocità. La prima citazione documentale del nome "Afraore" è del 1131; la leggenda vuole che nel 1140 i contadini accogliessero Ruggero II il Normanno con ceste di fragole — scena affrescata nel salone del Municipio.
Dal 1935 è Città. Dal 2017 ospita la "Porta del Sud", la stazione Alta Velocità di Zaha Hadid. A giugno, la Festa di Sant'Antonio dal 1631 con i "munacielli" e l'incendio del campanile.
Il 14 maggio il Giro d'Italia attraversa Acerra.
Città di Pulcinella — la maschera nasce qui, custodita nel Museo dedicato dentro il Castello dei Conti, polo che ospita anche il Museo Archeologico di Acerra e Suessola e il Museo della Civiltà Contadina. Sul territorio le rovine dell'antica Suessola, le sorgenti del Riullo, la Cattedrale dell'Assunta, la Processione del Venerdì Santo con oltre 500 figuranti.
Acerra è Medaglia d'Oro al Merito Civile per l'Eccidio del 1943 — il 25 aprile 2022 il Presidente Mattarella è venuto qui a renderne omaggio. In tavola: il fagiolo cannellino "dente di morto", il carciofo "mammarella", e il San Marzano DOP di cui il 50% campano nasce qui.
Il 14 maggio il Giro d'Italia attraversa Castello di Cisterna.
Nell'agro nolano-vesuviano, un territorio dove le tradizioni contadine sono stagione viva: latticini di alta qualità, prodotti ortofrutticoli del Vesuvio, sagre, rievocazioni storiche, gruppi folk. Sulla piazza, l'Abbazia di San Nicola di Bari con la sua facciata barocca; il santo patrono si festeggia a settembre. A luglio la Festa del Passariello, la Festa della Madonna delle Grazie nella zona del Pendino, e a primavera la riscoperta degli antichi mestieri — tra cui la storica lavorazione delle lastre per pavimentazioni.
Il 14 maggio il Giro d'Italia attraversa Nola.
La città che ha dato i natali a Giordano Bruno, sede della diocesi più estesa della Campania, custode del miracolo della manna di San Felice e della Festa dei Gigli — otto guglie alte 25 metri portate a spalla da 120 cullatori, dal 2013 patrimonio Unesco. L'edizione 2026 è il 28 giugno.
Qui scoppiarono nel 1820 i primi moti carbonari, riconosciuti come origine del Risorgimento italiano. E qui, l'11 settembre 1943, ci fu la prima strage nazista in Italia.
Una città che è memoria, fede, pensiero libero e tradizione popolare insieme
Il 14 maggio il Giro d'Italia attraversa San Vitaliano.
Lo si riconosce da lontano per il suo campanile: torre in pietra di tufo alta 37 metri (42 con la croce), costruita nel 1874 da Padre Mariano Spiezia, frate francescano nativo del paese. Da oltre 150 anni è il segno distintivo dell'agro nolano, con la cupoletta in maioliche e tre campane (le due più grandi fuse nel 1818).
Adiacente, la Chiesa dell'Immacolata in stile romanico, con la tela di Angelo Mozzillo sull'apoteosi della Madonna Immacolata.
Il 14 maggio il Giro d'Italia attraversa Frattaminore.
Un comune piccolo che custodisce una memoria lunghissima: erede dell'antica Atella, città osco-campana attestata tra IV e III secolo a.C., dalla quale nasce la tradizione delle Fabulae Atellanae — teatro popolare con maschere come Maccus e Pappus, tra le antenate riconosciute del Pulcinella napoletano. Le prime menzioni documentarie dei due nuclei originari, Pomigliano d'Atella e Fratta piccola, risalgono al X secolo; la denominazione attuale è del 1890.
Sulla piazza, la Chiesa Ave Maria SS. con campanile a vela e doppio orologio.
Il 14 maggio il Giro d'Italia attraversa Caivano. E tre giorni dopo, il 17 maggio in Corso Umberto I, la città chiama in pista i suoi giovanissimi: il 1° Memorial Mimì Marzano, gara FCI per ciclisti dai 7 ai 12 anni.
Una settimana di ciclismo che parte dalla carovana rosa e prosegue con i bambini di Caivano sui pedali. Sul territorio: il Castello Baronale medievale, il Santuario di Maria SS. di Campiglione patrona della città con il suo affresco del 1419 e il racconto del miracolo del 1483, Palazzo Capece sull'antica Via Regia Napoli-Caserta.
Il 14 maggio il Giro d'Italia attraversa Marigliano.
La sesta tappa Paestum > Napoli passa per una città che racconta nove secoli di storia: il Palazzo Ducale — fortezza normanna documentata già nel 1134, riconfigurata nel Settecento con logge porticate e scalone monumentale — la Chiesa di Santa Maria delle Grazie col suo campanile a cipolla, Palazzo Verna cittadella monastica del XVI secolo.
Sul territorio i Regi Lagni dal 1610 e una pista ciclabile che attraversa il paesaggio agricolo: la mobilità lenta qui è già strada. Città Metropolitana di Napoli
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